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ULISSI ... E FANNO DUE

ULISSI ... E FANNO DUE - MASTERCROSSMTB

ULISSI: "HO VINTO PERCHÉ SONO AL 100%. E PERCHÉ AVEVO IL 52"

Il toscano svela la sua scelta meccanica. E Morabito sulla maglia rosa ammette: "Ce l'hanno proprio regalata"

Otto tappe, tre doppiette. Marcel Kittel, Nacer Bouhanni e Diego Ulissi. Il toscano della Lampre tira fuori dai suoi quadricipiti una tappa fenomenale, che lo vede resistere sul Carpegna, la salita del Pirata, e beffa Kiserlovski con una gran volata sul traguardo di Montecopiolo.

LA PIU' BELLA — "La tappa di Viggiano - attacca Ulissi - è stata una vera classica, resa più complicata dal vento e dalla pioggia nel finale. Questa sicuramente era più dura e meno adatta alle mie caratteristiche. Il Carpegna, che è stato fatto a tutta, è una salita vera, non a caso Pantani quando voleva provarsi veniva qui. Se sono riuscito a scollinare all’ultimo posto del gruppetto dei migliori, è perché sono al 100%. Ho fatto una grandissima fatica, senza strappare e salendo col mio passo. Poi nel finale avevo montato il 52 per sprintare più di agilità. E la mossa ha pagato: negli ultimi 100 metri ho rimontato Kiserlovski per una grandissima vittoria". La dicitura "talento vero" sul suo passaporto ciclistico c’è da sempre, agli uffici dell’anagrafe delle due ruote stanno avviando le pratiche per il conferimento dello status di "grande corridore". "Due tappe al Giro sono già un bottino favoloso. Dicono che non ci sia due senza tre…". Qualcuno pensa che possa essere un corridore anche per le grandi corse a tappe. "Non ora. In futuro chissà, potrei evolvermi. Ora che Cunego e Niemec sono saltati proverò comunque a resistere, anche se fatiche come quella di oggi ti restano nelle gambe".

ROSA IN OMAGGIO — E se Michele Scarponi esce di scena per il successo finale ("l’altro giorno ho preso veramente una brutta botta, ora cercherò di aiutare Aru ma prima di tutto devo vedere come sto io"), in casa Bmc la maglia rosa, per adesso, è vista quasi come una piacevole seccatura. "Ce l’hanno proprio regalata" ammette candidamente Steve Morabito, il più in forma di una squadra di grande livello. L’analisi di Cadel Evans è come sempre lucida. "Una corsa di tre settimane va gestita, anche se è sempre importante stare davanti e la squadra ha preparato alla grande questo Giro. A volte la tattica in corsa si mette in un certo modo". Traduzione del Bmc pensiero. "Se qualcuno vuole la rosa, si accomodi pure". A Cadel interessa solo quella di Trieste.

DAL NOSTRO INVIATO JACOPO GERNA© RIPRODUZIONE RISERVATA