Home » Non solo master » I NOSTRI RAGAZZI ... » RASMUSSEN ... APRE IL COPRCHIO

RASMUSSEN ... APRE IL COPRCHIO

RASMUSSEN ... APRE IL COPRCHIO - MASTERCROSSMTB

RASMUSSEN SHOCK: "CACCIATO DAL TOUR, HO PENSATO AL SUICIDIO"

Roma (RM)

6 Nov 2013


Rivelazioni shock nel libro "Febbre gialla", uscito in Danimarca.

Il danese rivela di aver anche ipotizzato di farla finita dopo la espulsione dalla Grande Boucle del 2007. "Eravamo tutti dopati ". Ma Freire non ci sta minacciando querela, e lui fa retromarcia: "Non l'ho mai visto doparsi ".

Ha pensato al suicidio il giorno che nell'ormai lontano Tour de France 2007 è stato cacciato via dalla corsa nonostante indossasse la maglia gialla per aver mentito sul luogo in cui era (Italia invece del Messico) ai controlli antidoping. Ma non ha esitato un attimo Michael Rasmussen a iniettarsi di tutto e di più negli oltre dieci anni in cui si è dopato come un cavallo. Epo, gh, ormoni, anabolizzanti e perfino l'emoglobina sintetica di uso veterinario della cui esistenza aveva saputo "annusando" l'ambiente dei colleghi. E non ha esitato un secondo neppure a gettare fango e ignominia addosso a tutti i compagni. "A quel Tour - ha scritto nel libro "Febbre gialla", uscito in Danimarca - eravamo tutti dopati ". Tutti, dunque, secondo il 32 enne danese compresi Freire, Flecha e Menchov che hanno negato ogni coinvolgimento. Ma Freire, tre volte campione del mondo, ha detto di volersi rivolgere alla giustizia ordinaria per avere ragione di questa che secondo lui è una vera e propria menzogna.

"La notte dopo la mia cacciata - racconta Michael Rasmussen - è stata quella più lunga e difficile della mia vita ". Nel libro il danese rivela come avesse chiesto addirittura al padre Finn di farsi prelevare una sacca di sangue per transfonderselo. Solo un problema di incompatibilità ha impedito il misfatto. "I miei famigliari sapevano che io mi dopavo per andare più forte ". Una situazione comune in quasi tutte le famiglie dove ci sono professionisti dello sport (non solo ciclismo) dediti alla farmacia proibita, come - del resto - evidente dalle tante confessioni, fra cui quella clamorosa dell'americano Lance Armstrong. "Dovevo utilizzare gli stessi sistemi degli altri per competere ", spiega ancora Rasmussen, sottolineando una volta di più quella che ormai appare come una realtà incontrovertibile: in quegli anni, gli anni d'oro dell'epo, era quasi impossibile sottrarsi alle pratiche dopanti, divenute un vero e proprio "sistema" nel plotone. Allenamento, alimentazione e doping. Rasmussen tratteggia nel libro anche la figura del medico di squadra, il belga Gert Linders che aveva un ruolo di primo piano nell'organizzazione del doping di squadra. Linders fu poi contattato dalla formazione inglese Sky (quella di Wiggins e Froome) e lasciò la squadra quando le vicende doping della Rabobank cominciarono ad emergere.

Della formazione della Rabobank al Tour 2007 facevano parte il russo Menchov, gli olandesi Boogerd, De Groot, Thomas Dekker e Weening, oltre agli spagnolo Flecha e Freire e il tedesco Niermann. Boogerd, Dekker e Nierman hanno ammesso di essersi dopati.

Freire, che ha smesso di correre nel 2012, invece ha minacciato querela e ha chiesto le scuse di Rasmussen, che ha prontamente fatto marcia indietro: "Non ho mai visto Flecha e Freire doparsi ".