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RAID ESTREMO PER PASINATO E LOLATO

RAID ESTREMO PER PASINATO E LOLATO - MASTERCROSSMTB

Un Raid che possiamo definire quasi estremo di una coppia di


pedalatori: Diego Pasinato e Marco Lolato



Abano Terme (Pd). –“Devo dire la verità, nella mia ormai ventennale carriera ciclistica ho avuto avversari di ogni tipo. Qualcuno ha vinto dei Giri d’Italia ed altri addirittura campioni del mondo. Però da un paio d’anni ho a che fare con un avversario davvero tosto, di quelli che non mollano mai, uno di quelli che ti fa venir voglia di farla sempre più grossa. E’ uno che mai avrei pensato che mi avrebbe dato nuovi stimoli per cercare nuove avventure. Quest’avversario è me stesso. Ma non sono il primo che scopre questo avversario in età relativamente avanzata. Potrei parlarvi per ore di miei amici che a 37 anni si sono messi in testa di fare un’iron

man-questo è quello che ci ha rivelato Diego Pasinato, ex dilettante di valore e tuttora, cicloamatore con la Cicli Bassan di Abano Terme. Atleta che si diverte a Raid importanti e sfide contro sé stesso. Dopo aver pedalato, negli anni scorsi, fino a Santiago di Compostela, quest’anno ha sfidato se stesso in una “gara” sempre in bici, ma molto più difficile. Il percorso è stato studiato a tavolino, non potendo essere un normale giro. Quindi ha pensato ad un percorso originale, da transitare ad uno ad uno i capoluoghi di provincia del Veneto. C’era un particolare importante da non trascurare: la partenza e l’arrivo dovevano coincidere con la residenza di Diego Pasinato, un paesino in provincia di Vicenza. Il percorso più breve e ragionevole era quello che partiva dall’abitazione di Pasinato, poi nell’ordine, transitare per i territori di: Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Verona, Vicenza e località vicentina di sua residenza. Altra condizione importante era l’obbligo di foto in un monumento caratteristico di ogni città.-“Le salite le avrei affrontate per prime così ero fresco –ha aggiunto Diego Pasinato- sò benissimo che dopo un certo chilometraggio, anche il più semplice dei cavalcavia diventa impervio. Secondo googlemaps, il “giro” che si doveva percorrere misurava 453 km. Ah dimenticavo, se non lo avete capito, il giro era da fare tutto d’un fiato. Zaino in spalla e via a pedalare!! Volevo aggiungere che in mia compagnia c’era un mio amico, Marco Lolato, altro grande pedalatore.
Volevo farlo lo scorso anno, però mi sono infortunato un paio di volte , per cui avevo rimandato ad altra occasione, anche perché, ho dovuto rinunciare per non aver trovato compagni che mi accompagnavano”. Non era prevista nessuna assistenza meccanica, sanitaria e alimentare. Bisognava che i due pedalatori rimanessero autonomi, senza nessuna assistenza. Finalmente due coraggiosi si sono fatti avanti: Marco Lolato e suo padre Oscar, quest’ultimo aveva corso la 24 ore del Montello e la Parigi-Brest, quindi dei tre era quello che aveva più esperienza da vendere. Marco era l’addetto alle luci. Lui infatti si è occupato dei vari fanali da mettere nelle bici. La coppia di pedalatori incalliti è partita venerdì 29 giugno alle ore 21.30 con il seguente primo tragitto: Bassano, Valsugana e poco prima del Cornale ecco il primo intoppo: foratura per Diego Pasinato, che non si perde d’animo e rimette una camera d’aria nuova.

I due incalliti pedalatori riprendono a pedalare di buona lena e dopo pochi chilometri

si rompe un raggio della ruota anteriore, ancora di Pasinato (...ma questa è veramente jella!!). Nessuno si dispera, si apro il freno in modo che il cerchio non tocchi. Però, si doveva fare attenzione: se si fosse rotto un altro raggio? Si sarebbe dovuto attendere le otto di mattina, affinché un negozio di bici aprisse per la dovuta riparazione. Si arriva ad Arsié, nel bellunese, ancora una foratura. Incredibile!! Non poteva proprio succedere questo, era evidentemente, una vera jettatura!! Verso le due di notte i due pedalatori, con l’assistenza di auto al seguito guidata da Oscar Lolato, si arriva a Belluno. Si decide di fare una sosta per mangiare un panino con la bresaola. Come sfondo della rituale foto, viene usato il Bistrot Bembo, un noto locale della città. Poco dopo si riparte verso il Fadalto, il picco di salita e dopo aver costeggiato il lago di Santa Croce, si pedala spediti scendendo in picchiata verso Vittorio Veneto. Primissima mattinata ed in giro non c’era ancora nessuno, la città ancora dormiva.

Si arriva a Conegliano e finalmente Treviso per la colazione. Oscar, l’uomo deciso all’ultimo momento di avere come supporto per il seguito dei due pedalatori, alza bandiera bianca e decide di tornare a casa. Anche Diego Pasinato e Marco Lolato lo volevamo quasi imitare, ma mancano ancora 5 capoluoghi da conquistare e si cambia subito idea, rimontando in bici ed in auto per Oscar, la persona del seguito. A Treviso è stata scattata la foto di rito nella storica Piazza dei Signori. Dalla città della marca a Venezia la distanza è breve, ma essendo ragazzi di paese, i due integerrimi pedalatori hanno trovato non poche difficoltà a districarsi per le vie cittadine di Mestre. Si è attraversato il Ponte della Libertà (…proprio mentre lo si stava attraversando, si è superato i 200 km) e altra sul ponte di Calatrava. Si voleva anche andare a pedalare fino Piazza S.Marco, ma purtroppo, per ovvi problemi logistici non si poteva fare. Via di corsa verso Padova attraverso la riviera del Brenta. Si è perso un po di tempo

e naturalmente, è stato per uscire dal traffico caotico di Mestre. Undici e mezza ed i due pedalatori iniziano a sentire la stanchezza, ma da lontano si intravedono le guglie della Basilica di Sant’Antonio da Padova, infatti, dopo pochi minuti si era giunti a Padova e quello era il luogo ideale per scattare un’altra foto davanti alla Basilica del Santo. Subito in sella e pronti a pedalare spediti in quanto si doveva fare tappa dal meccanico, sponsor e presidente di Diego Pasinato e Marco Lolato, ad Abano Terme. Pochi minuti ancora e chiudeva il negozio. Dopo che i due più uno: Pedalatori e persona al seguito si erano rifocillati in un bar della città termale, toccava prendere la strada verso Rovigo. Dopo oltre un’oretta, ecco che si era giunti a Rovigo e foto in Piazza delle Due Torri e poi dentro ad un bar a guardare gli ultimi giri della motogp. Nel frattempo Caronte cominciava farsi sentire. Ed è stato qui, nel tratto che da Rovigo portava a Verona che il caldo si faceva insopportabile, ma a denti stretti hanno proseguito, anche se c’era una qualche intenzione di resa. Ma si è guardato avanti e….pedalare!!!. Quei lunghi stradoni sotto 42 gradi di caldo erano infernali ed interminabili. Una sosta a Villa Bartolomea ridà il coraggio di proseguire, con la consapevolezza che arrivare a Verona sarebbe stata una pura formalità. Infatti, davanti all’Arena, l’arrivo è in orario di aperitivo, però i due ciclisti con seguito, preferiscono un’ottimo gelato piuttosto che il…solito spritz. Ora mancava Vicenza, l’ultima provincia da transitare. Partenza sotto un sole che spaccava le pietre e Caronte ha voluto fare la sua parte! Si pedalava spediti ed il sole andava giù, sempre più giù verso l’orizzonte e di spalle che si intravedeva andasse a dormire. Si arriva davanti alla Basilica palladiana, ci arriva con il buio. Ma c’era molta gente in piazza che guardava con un occhio strano ed incuriosito i due atleti, stanchi ma felici di aver raggiunto quello che si erano prefissati di fare. Tutti si chiedevano cosa mai stessero facendo quei due ragazzi con i fanali. Alle ore 23.15 si arriva finalmente a casa. Ad accogliere Diego Pasinato e Marco Lolato con Oscar Lolato al seguito, guarda caso non c’era nessuno (…anche perché non si sapeva l’orario di arrivo ed i pedalatori non avevavo avvisato telefonicamente che tra poco arrivavano a destinazione!!). Però, la contentezza era sovrana, per aver compiuto un gesto ciclistico memorabile. Pedalato in continuazione per 453 chilometri. L’incitamento maggiore per raggiungere la meta avveniva via SMS da parte dei famigliari e questo è stata una forza in più per riuscire all’impegno, dando una grande forza psicologica. Il programmato Giro del Veneto è stato realizzato!! E non paghi di queste gesta, che possiamo definire “eroiche”, la coppia di amici, sono stati protagonisti recentemente, ad una Randonnè: Verona -Passo Resia - Verona di 608 chilometri. Se non è passione questa!!!

                                                                                           Livio Fornasiero

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