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PARONE 10-07-2016

A PARONE NEL NOME DI MIRKO

A PARONE NEL NOME DI MIRKO - MASTERCROSSMTB

A PARONE DI VARALLO NEL NOME DI MIRKO 

Ogni sport ha i suoi miti, le sue favole e le sue storie, spesso a lieto fine, a volte con un tragico epilogo. Fra le tante storie ce n’è una che ha il diritto di essere narrata ed è quella di  Mirko Pellegrini, un ragazzone alto un metro e ottanta per ottanta chili, tanto forte  quanto umile  con mille sogni che a sedici anni sono ancora tutti da sviluppare. Poteva emergere in qualunque sport Mirko ma purtroppo la sua giovane vita s’interruppe travolto da un auto sei mesi fa. La famiglia subito decise di dare, come ultimo atto d’amore, tutti gli organi che ora vivono  in sei persone. Personalmente ho avuto un felicissimo rapporto di amicizia con lui e con la sua mamma Cinzia e per questo provo, e come me tanti altri del Master MB Bergamo Cup,  un sentimento  di fraterno cordoglio. A Parone il nostro gigante buono vinse una della sue ultime gare sotto gli occhi interessati e lucidi di mamma Cinzia che orgogliosamente se lo coccolava il suo gigante buono. Ne parlai con Franco Mango, amico di vecchia data e mastro artigiano di valore eccelso,  di questo spaccato umano e lui, in qualità di organizzatore della gara, subito propose di organizzare la gara nel nome di Mirko. Detto fatto e in tantissimi sono arrivati alla gara di Mirko, tutti con pensieri stupendi da condividere con mamma Cinzia, col  fratello maggiore Niky e con Max, un uomo tanto buono quanto educato che a fine mese sposerà Cinzia. Il colpo d’occhio è bellissimo e il sole accecante, l’afa poteva toglierti il fiato e tagliarti le gambe ma i gentleman 1 partiti dalla pool, sembrano non patirne e aggrediscono il tostissimo percorso con pedalate possenti, una guerra tra Luccardini, Albertolli e Pasin che non si risparmiano. Alla fine vince Luccardini ma gli avversari sono li a pochi secondi. Altra storia quella degli junior con Roberto Busatta che narcotizza la concorrenza dalla quale solo Manuel Ballinetor e Daniele Brustia sembrano reagire. Che spettacolo la gara dei senior 2 con gli allunghi di Alex Maiuolo che sembrano sassate che fanno male ma, Alain Seletto fa roteare le muscolose leve e reagisce da par suo e la sfida, vista da fuori, è di quelle che appassionano. Alla fine vince Seletto con soli dieci secondi su Maiuolo ma sarebbe bello rivederli in una rivincita. Nei cugini senior 1 non c’è storia, Alessandro Fumagalli, sempre incitato dalla sua bellissima bimba, stradomina e si becca tutti gli applausi. Un nome , quello di Domenico Agostinone, da sbattere in prima pagina, quella sportiva ovviamente, non fosse altro per aver rifilato oltre tre minuti a Davide Bionda e Roby Mambretti  su un percorso con pendenze di oltre il 20%, lui che è possente come un gladiatore. Più complicata la vittoria del suo ... brother Mauro Rebeschi che deve sudare parecchio per portare alla ragione Davide Vezzoli che a fare la vittima sacrificale proprio non ci sta e infatti solo un amen di ritardo lo separa dalla gloria. E il debuttante Bum Bum Ballini che di Mirko era coetaneo? Bhe, in quel sorriso sotto il gonfiabile e quel cinque dato a mamma Cinzia qualche metro più in là, c’è, tutta la consapevolezza di aver corso un’ottima gara col chiodo fisso in testa di vincere per l’amico scomparso. Bravi comunque anche Niccolò Rovano e Jacopo Barbotti che devono lottare con un … terremoto. Alessandro Albieri, gentleman 2 e uno spirito guerriero, è tornato. Dopo qualche gara in chiaro scuro si è riposizionato sul gradino più alto del podio dopo una lotta tremenda con Gianmauro Maggiolo e Roberto Poletti e anche lui  come tutti gli altri, ha pensieri stupendi per Mirko. Nulla di nuovo nei super A con Lucio Pirozzini che canta sempre la stessa canzone e stavolta dal coro emergono Gianni Giachetti e Giuliano Garlaschè. Ottimo il super B Giovanni Roncon che s’infila al collo un altro alloro surclassando sia Matteo Petrucci che Renè Bianchetti.La truppa dei primavera ci appare come una fioritura di aspiranti campioncini, una generazione che sta facendo  tesoro degli insegnamenti dei maestri e fra questi spiccano Philipp Gualtierotti  che vince anche oggi e Fabrizio Ricci, oggi secondo per un errore di percorso. Le pedalate rosa hanno visto uno scontro frontale fra le donne più forti del momento, Ana Costa Isabel e Alessia Della Valle, un duello asfissiante, pungente che alla fine le ha sfinite entrambe. Tutt’è due cercavano la vittoria assoluta, Alessia di più per il “suo”  Mirko ma quando sembrava fatta, Ana Costa  Isabel la infila con un guizzo felino ma entrambe vincono la loro categoria. Ho dato tutto – ci confida convinta Alessia- Mirko lo sa che ho dato l’anima. La location di Parone vestita a festa è la cornice ideale per una premiazione degna di questo nome, ma prima c’è quell’applauso interminabile per Mirko che fa venire i brividi, poi , tutti i protagonisti posano vicino alla gigantografia di Mirko che schiocca un bacio alla mamma, una struggente e bella storia da raccontare agli appassionati del nostro ciclismo i quali sanno che senza persone come Franco Mango, gli amici di Parone e gli splendidi ragazzi del master MB Marcello Bergamo Cup colmi di valori,  il ciclismo nostrano sarebbe un malato terminale.

 Ci corre l’obbligo ringraziare, a nome di Mamma Cinzia, tutti gli uomini Acsi (per la verità quasi tutti) ,dal vertice alla base, quelli insomma che sanno dare il meglio di sé e sono la stragrande maggioranza, composta da persone perbene che di fronte a tragedie come quelle di Mirko  si soffermano a riflettere e i pensieri stupendi volano da Mirko.  Senza ostacoli!

Carmine Catizzone                            

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