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MASSIMO VALSESIA HA DETTO STOP

CI SCRIVE MASSIMO VALSESIA

Ho scritto e cancellato più volte queste poche righe, perché non sono
una buona penna. Esco da questo ambiente che amo tantissimo e che mi
ha fatto passare la maggior parte dei mie anni, purtroppo devo
lasciare per problemi di salute.. Il mio numero UNO il mio campione il
mio CUORE, non ne vuole più sapere, prima con l'operazione ora con
le extrasistole tutti sintomi di malessere, per questo il medico
sportivo ha ritenuto di non farmi più continuare. Ok ricevuto amico
CUORE è giunta l'ora, di mollare con l'agonismo niente più
sforzi niente più fatiche.. Questa mattina la conferma, dopo una
decina di giorni di stop sono uscito in bici pedalavo con un pensiero
fisso non forzare non affaticare il mio numero uno, mi passavano tutti
"anche le scimmie con i peli sulle gambe", che rabbia mi
veniva voglia di mettere su il rapporto è passarli a tripla velocità e
con la manina salutarli !!! No, non son capace di andare a spasso da
ciclo turista, preferisco appendere la bici al chiodo, con le lacrime
negli occhi.. Pazienza, dedico tutte le mie vittoria i miei 10 titoli
tra Europei e Italiani, ai mie avversari di sempre e amici, li
ringrazio tanto dalla parte sana del mio cuore.. Senza di loro tutte
le maglie e le oltre 230 vittorie nn avrebbero significato.. Grazie a
tutti un grande sincero triste molto triste saluto a tutti...
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LETTERA APERTA AD UN AMICO

 

Caro Massimo Valsesia , c’è una caratteristica che rivela al meglio la tua personalità di  grande uomo quale sei  sempre stato,  è il tuo sano  realismo! Difficile sentirti dire una qualsivoglia banalità, tutto ciò che dici, fai, programmi e realizzi è frutto di ponderate considerazioni. Ti ho conosciuto una trentina d’anni  fa Massimo Valsesia, quando correvi nella corazzata Sazzese e vincevi lottando con gente del calibro di Perico, Alborghetti, Bosio, Schiavi, tanto per citarne alcuni, tutta gente che al solo nominarla … venivano i brividi. Hai vinto tantissimo  Massimo e in tutte le specialità, strada , cronometro, ciclocross e mountain - bike , eri una macchina da guerra perfetta alla quale bastava … registrare l’assetto e le gomme e il risultato era sempre lo stesso! Ora basta. E’ arrivato il momento in cui bisogna, nonostante tutto, riavvolgere il nastro. L’ultima visita medica ti ha lasciato certamente amareggiato ma,  il modo positivo con cui ha preso coscienza ci ha invece confortati. Troppo rischioso con queste aritmie - dice il referto medico-  continuare a fare agonismo! E allora smetti! Ecco il tuo  spirito libero caro Massimo, lo stesso che ti ha consentito di riempire uno scrigno,  zeppo di vittorie di prestigio, un bottino prezioso che brilla come un cielo stellato. Ci mancherai Massimo Valsesia, non tanto per i risultati che conseguivi con apparente facilità ma, per lo straordinario apporto morale e per il feeling che ti legava al nostro master di ciclocross, una sorta di seconda famiglia. Conoscendoti possiamo affermare  che avrai sicuramente dovuto compiere uno sforzo enorme  nel prendere questa decisione, altri avrebbero cercato un medico compiacente per strappare un nulla osta ma , Valsesia è Valsesia e hai ascoltato la ragione e non il … cuore. Certo non farai la vita di signore di mezza età, non hai la pancetta e la pipa che aspetta di essere fumata aspetterà ancora parecchi anni.

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Di sicuro ritornerai al suo vecchio amore, la pesca, che come il ciclismo ti ha regalato trionfi nazionali. Siamo certi che non ci dimenticherai, anzi, se appena appena ti facciamo uno squillo ti presenterai con stivali e guanti da lavoro a pulire e  picchettare i nostri percorsi come hai sempre fatto, perché Massimo Valsesia, sei sempre stato un uomo da fuga, anche dall’omologazione e sei sempre  sceso a fianco della base, quella che si rimbocca le maniche per esaltare i valori dello sport. Ci mancherai Massimo, come pure il tuo modo di attaccare senza calcoli, come fossi su un ring a prendere pugni e a  darne senza mai protestare, in una sorta di lotta perenne che ti ha portato a vincere, a volte facile, spesso  con sofferenza, una componente necessaria della tua esistenza. Grazie Massimo, a nome di tutti i nostri amatori che oggi godono dei tuoi insegnamenti, dei tuoi gesti solidali verso chi soffre, per i tuoi rapporti stretti con la tua “gente”,  per i tuoi pianti di gioia con addosso il tricolore e con l’inno nazionale che rimbomba nelle orecchie. Sono tutte esperienze che chi  ti conosce porterà con sé . Si dirà che il passato è passato. Va bene, ma  ora tocca al presente e anche in questo ci dai un saggio insegnamento , quello che porta a pensare che quando una strada diventa impraticabile è molto meglio risparmiare le forze per percorrerne atre.  Ciao Massimo e quando vuoi, sai dove trovarci e … salutaci le tue più belle ed esaltanti vittorie: Luigina, Debora e Jessica.

 

CARMINE CATIZZONE