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GUARNIERI, PARPAIOLA E DENTI .. TRE VOLATE D’AUTORE ALL’ITALIANO CONSULTA

GUARNIERI, PARPAIOLA E DENTI .. TRE VOLATE D’AUTORE ALL’ITALIANO CONSULTA

 

 

Qualche volta bisogna saper rischiare! Quando si organizza una gara importante si soppesano i pro e i contro, ma alla fine bisogna lanciarsi in questa sfida organizzativa. Mario Rovida e il suo laboriosissimo team lo hanno fatto, supportati alla grande dal Comitato Provinciale  di Pavia, ben sapendo di avere alle spalle una storia di altissimo livello con gare titolate che sono il fiore all’occhiello per molti e una garanzia per tutti. Non abbiamo la certezza – ci confida convinto Mariolino Rovida – che tutto possa andar bene , non siamo computer programmabili ma sicuramente siamo passione, sentimenti, ragione e fantasia e alla fine siamo stati premiati da un’ottima partecipazione con nomi di altissimo livello che hanno onorato alla grandissima questo campionato italiano della consulta che resterà nella testa e nel cuore di tutti gli sponsor, dell’amministrazione comunale abilmente guidata dalla sindachessa Francesca Rodato, di Giuseppe Ferrari e di tutta l’Acsi Nazionale.  Le maglie da assegnare sono rimaste tre e a giocarsele ci provano oltre 250 amatori, la crème di tutti gli enti. Primi a partire i super “A” , otto minuti dopo i … veci super “B” che aggrediscono il velocissimo percorso di 20 km con una veemenza da granatieri. Nei super “A”, dopo un giro di studio, è Vittorio Parpaiola

a prendere l’iniziativa promuovendo un interessantissima  fuga a quattro. Nei super “B” invece, nonostante i moltissimi tentativi di fuga , il gruppo rimane coeso e arriva compatto all’ultima curva posta a 400 mt dal traguardo. Claudio Guarnieri, oltre 1500 vittorie in carriera, si ricorda che da dilettante lottava e spesso batteva, gente del calibro di Moser, Baronchelli e Gavazzi ed esce in quarta posizione, posizione ideale e infatti ai duecento metri è sul mozzo posteriore di Giovanni Terzi , ai cinquanta metri lo affianca per poi piazzare il più classico dei colpi di reni che gli consente per soli tre centimetri di salire nell’olimpo per l’ennesima volta, terzo un ritrovato Domenico Feltrin. I super “A” hanno ancora un giro da compiere e la fuga dei quattro è sempre viva con un pimpante Vittorio Parpaiola che la alimenta da par suo e quando dall’ultima curva esce in testa, ci pare subito chiaro che non ce n’è per nessuno, una volata di forza la sua che non ammette discussioni e manda in delirio il suo presidente  Ennio Vettorello , il quale ci snocciola alcuni dati: oltre 1500 vittorie da quando il Team Adige Vescovana nacque tre lustri fa e oltre centocinquanta le maglie titolate vinte fin’ora, sono grato a Vittorio – continua Vettorello- per la sua serietà professionale, un uomo straordinario che da giovane decise non affidarsi alla chimera del ciclismo che conta per scegliere la michetta sicura che garantiva il lavoro, duro, farcito da sacrifici e sudore. 

Terminate le gare dei super vengono chiamati i gentleman e già dai loro sguardi si capisce che sarà una guerra, pronti via infatti, gli scatti e contro scatti non si contano, la media è elevatissima e nessuno riesce ad evadere, il pubblico è in apprensione e si preannuncia una volata vietata ai cardiopatici. Suona la campana dell’ultimo giro e il gruppo è allungatissimo, radio corsa ci informa che le squadre dei  velocisti stanno lavorando per i loro capitani e oramai sarà volata. Giovanni Codenotti  è lanciatissimo, ha una bici di vantaggio su tutti ai cinquanta metri, sembra fatta, un’ultima occhiata alla sua destra e non vede nessuno, a dieci metri smette di pedalare e alza le braccia, errore imperdonabile perché alla sua sinistra rinviene fortissimo un marpione furbo come Angelo Denti che lo infila di quel tanto che basta per andare in delirio con tutta la squadra che lo abbraccia fra lacrime di gioia e stupore per averci creduto fino alla linea bianca. Signorile come al solito le premiazioni nel cortile del castello, con il team Velo Club Belgioioso Team Scarini e Giuseppe Ferrari  che fanno il pieno d’emozioni, ben sapendo che non vogliono cose grandi nella loro vita ma, piccole cose che fanno grande la vita e oggi hanno fatto un piccolo capolavoro.

 

CARMINE CATIZZONE