Home » Gare » MB MARCELLO BERGAMO CUP 2015 » CELLIO 24/05/2015

CELLIO 24/05/2015

SAPORITI , MAIUOLO E CERRUTO TRIONFANO A CELLIO

SAPORITI , MAIUOLO E CERRUTO TRIONFANO A CELLIO

 

Poco  prima  di  mezzogiorno,  con  l’amico  tecnico  informatico Renato  Poletti  arriviamo, con  il  furgone  di  Carmine  (rimasto  a  Cassano Magnago  a  vegliare  la  salma  della  cara   suocera  e madre  di  Adriana)  sulla  piazza  di  Cellio:  paesino  di  circa  ottocento  abitanti, frazioni  comprese,  adagiato  sui  contrafforti  delle  montagne  prealpine  Biellesi.  Domina  quella  piazza,  il  campanile  della  chiesa,  da  dove  parte  il  suono  di  campane  a  fare  eco  su  quelle  valli  dominate  da  un  poetico  silenzio.

Ad  aspettarci  quel  mai  dimenticato  Bruno  Peroglio:  campione  di vita e di sport dai  mille  risvolti.

Negli  anni  del  suo  splendore  atletico,  vestì  la  maglia  tricolore  di  campione italiano per ben due volte,  ora  vecchietto,  veste  la  maglia  del  Velo  Club  Valsesia ed  è  il   trascinatore  di un bellissimo  gruppo,  appassionato  di  ciclismo.  Una  società  in  cui  si  danno  da  fare  anche  giovani  componenti  tra  i  quali: la  bella  e  simpatica Elisa, nipote  di  Bruno.

Approntati  i  tappeti e controllato  il  loro  funzionamento facciamo  onore  al  ristorante,  che  guarda  anche  lui  sulla  piazza,  gustando  un  piatto  unico  a  base  di  orecchiette  con  formaggi  vari  conditi  con  sugo  di  salvia  e  burro,  offerte  dall’amico  Peroglio.

Se  passate  da  Cellio  vi  consiglio  di  fermarvi  a  gustarle.  Sarete  serviti  da  un  personale  competente  e  gentile.

Alle  15.00  parte  la  gara  dei  75  Biker  iscritti.  I  primi  a  partire  sono  quelli  della  fascia  A : 3 giri.   Seguono  a  3  minuti  quelli  dalla  fascia  B  comprendente  anche  le  donne  e  debuttanti:  2  giri. In  coda  i  primavera 1  e  2 che faranno un solo  giro.

Su  uno  spettacolare  percorso,  per  la  gioia  di  chi  oltre  alla  durezza  del  percorso  ama  anche  essere  spericolato  al  limite  dell’incoscienza, affilano le armi molti big che tutti ci inviadiano.

Questo  aveva  portato  a  far  capire  già  al  primo  passaggio  chi  potevano  essere  i  vincitori  di  giornata.  Ed  infatti  il  primo  a  tagliare  il  traguardo  è  quel  primavera  2 :  tricolore  di  specialità  Ballini  Simone detto “Bum Bum”,  protagonista  di  un  piccolo  incidente  meccanico  che  non  ha  condizionato  la  sua  gara (rottura  di  un  raggio) e  resa  ancora  più  valida  dal  secondo  posto  di  quel  Barbotti  Jacopo  recente  vincitore  sullo  stesso  Ballini.  Al  terzo  posto  Miazza  Gabriele.  Quarto  il  figlio  d’arte  Borella  Biagio  e  quinto  Bellè  Mattia.

Nei  primavera  1  si  dividono  i  premi  i  campioncini  della  Iride  Cycling:

Cecere  Francesco  primo con  Mazzuero  Sofia  al secondo  posto.

Che  dire  di  Bortoli  Kevin ? Non  è  un  azzardo  il  pronunciarmi  al  suo  riguardo:  la  classe  c’è,  la  grinta  pure,  non  resta  che  dirgli: auguri  campioncino  vai  che  il  futuro  è  tuo,  attento  però  a  quel  Michelino  Gelli  arrivato  secondo, ma  in  netta  crescita che il tricolore lo ha già indossato. 

Negli  junior  è  tornato  a  staccare  il  biglietto  del  primo  premio  l’altro  Ballini, quel  Manuel  che  si  porta  appresso  un  grosso  handicap :  quello  d’essere  un  bel  ragazzo,  fatto  perciò  oggetto  di  desiderio  dell’altro  sesso.  E  qui  ne  potrebbero  approfittare  i  suoi  avversari:  Fornara  Davide  secondo  e  Brustia  Daniele  terzo.

Categoria  senior:  di  Maiolo  Alessandro  ha  già  fatto  un  romanzo  Carmine  a  me  non  resta  che  guardare  e  inchinarmi  alla  sua  superiorità, esattamente come  fanno  Quercioli  Gabriele,  secondo,  con  alle  spalle  Giacometti  Alessio  che   chiudono  il  podio.

Sui  veterani  potrei  scrivere  un  poema:  quando  ho  visto  Loris  Saporiti,  tagliare  il  traguardo  da  vincitore,  tenendo  in  braccio  la  sua  bambina  mi  sono  commosso.  Poi  mi  sono  ricordato  che  anche  lui  è  un  anello  di  quella  catena  marcata  Ca’  Di  Ran  che  ha  invischiato  e  incatenato  a  se  il  nostro  Master.  A  conferma  di  ciò  gli  fa  eco  il  secondo  posto  di  Giampà  Salvatore  nonostante  il  mal  di  fegato,  per  una  partenza  troppo  veloce, ma che nonostante tutto ha saputo tenere  a  debita  distanza  Barbero  Riccardo,  terzo,  ma  sempre  più  vicino  al  sogno  di  una  vittoria  nel  Master,  quarto  Bottinelli  Gerardo  che relega  al  quinto  posto  quel  Ballini  Giuseppe  che  per  ottenere  questi  risultati  ha  messo  in  quarantena  la  giovane  moglie.

Quando  la  gara  è  percorso  per  camosci  ecco  emergere  quel  Cerruto  Carmelo  Gentlemen  il  quale  realizzando  il  secondo  miglior  tempo  in  assoluto  infligge  più  di  cinque  minuti  a Claudio Luccardini,  terzo  Poletti  Roberto e buon  quarto  Pittalunga  Enrico con a ruota  Arrigoni  Gianfranco  per  la  gioia  della  moglie  Stefania  Trezzi.

Nei  Super  “A”  ho  visto  superare  al  primo  posto  la  linea  del  traguardo  a  un  pimpante  Demonte  Paolo  davanti  a  un  più  provato  Davò  Roberto.  Allegranza  Aldo  si  accontentava ( si fa per dire)  del  podio  lasciando  la  quarta  posizione  al  Ciccardi  Marco  fotocopia  della  sua  Inter….una frana!  Quinto  Facchini  Claudio e   sesto  Gelli  Salvatore  che  da  quando canta… messa  non  è  più  lui.  Settimo  Sinigallia  Daniele  e  ottavo  il  bravo  meccanico  Buschini  Fausto.

Veniamo  agli  eroi  di  giornata.  I  più  vecchi  e  saggi del  gruppo.  Vince  come  da  pronostico  Pirozzini  Lucio  tagliando  il  traguardo  con  una  smorfia  di  dolore,  portava  sul  viso  e  sul  corpo  i  segni  lasciata  da  una  caduta  a  faccia  in  giù.  L’amico  Franco Bertona,  giunto  quasi  subito  alle  sue  spalle,  gli  chiese  cosa  era  successo.  “Sono  caduto  -spiegava serioso-  e cosi  ho  usato  la  prudenza”.  Era  un  eufemismo  per  non  dire  la  verità:  aveva  avuto,  oltre  allo  spavento,   una  gran  paura  per  il  pericolo  corso.  Bertona  lo  consolò  dicendogli:  sono  sceso  anch’io  con  prudenza…terzo  classificato  il  filosofo  Petrucci  Matteo:  la  vita  è  ancora  bella,  basta  rischi!  Quarto  il  sempre  presente  Carozzi  Paolo  seguito  al  quinto  posto  dal  simpatico  Bianchetti  Songià  Renè.  Al  sesto  posto  Calcaterra  Giuseppe  tagliava  il  traguardo  mostrando  la  lunga  chioma  bianca  a  De  Agostini  Giovanni  settimo.

Nelle  donne  B  la  sempre  più  Velina  (è  quasi  trasparente)  Barbero Silvia  nulla  ha  potuto  contro  la  fortissima  discesista  Coppo  Monica  che  tagliava  il  traguardo  fresca  come  una  rosa.  Al  terzo  posto  la  sempre  sorridente  Cantamessa  Paola  davanti  a  una  sfortunata ( rottura  del  telaio)  Orter  Kathrin. Quinta  Trezzi  Stefania  con  un  finale  strepitoso.

Nelle  donne  A  una  Lucia  Rossi,  con  il  corpo  pieno  di  ecchimosi  per  una  rovinosa  caduta,  si  aggiudicava  la  vittoria  e  dopo  la  premiazione, medicata  e  coccolata  dall’onnipresente  papà,  si  apprestava  al  rientro  a  casa  mentre il  cielo  commosso,  iniziò  a  versare  lacrime  su  quella  bella  giornata.

 

Gregorio “Condor” Sottocorna