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CARO GARBO ... TI SCRIVO

CARO GARBO ... TI SCRIVO - MASTERCROSSMTB

LETTERA APERTA ALL’AMICO ANTONIO

 

 

….. IL GIOCATTOLO S’E’  ROTTO

 

 

 

Caro  amico,  che  di  nome fai  Antonio  Garbo,  avendo  avuto  modo  di  discutere  con  te - in  quel  di  Borgosesia – ed  esserci  scambiati  pareri  discordanti  riguardo  l’attività  del  ciclocross,  mi  sento  in  dovere  di  chiarirti  il  mio  pensiero  al  riguardo.

Io  sono, a  volte , un  gran  chiacchierone  e  mi  lascio  trasportare  dalla  passione  nel  difendere  le  cose  in  cui  credo,  con  conseguente  fuoriuscita  dai  binari  per  un  corretto  dialogare  in  amicizia. In tutta onestà, credo anche che un uomo come Carmine, che si sforza di seminare fair play e buone intenzioni, cercando nel contempo di disinnescare micce che si accenderebbero come botti di fine anno, andrebbe più tutelato e  più rispettato!

Ti  chiedo  scusa,  ma  è  vero  che  ho  goduto  nel  venire  a  conoscenza  che  c’è  nostalgia  per  quello  che  era  l’incontro  domenicale  sotto  la  bandiera  del  MASTER  GARBO  di  ciclocross.  In  me  c’è  stato  uno  scoppio  di  rabbia  quasi …  gioiosa,  nel  constatare  che  la  frammentazione  delle  gare,  attraverso  vari  master,  ha  di  fatto  tolto  alle  stesse  quel  senso  di  valore  sportivo  e  di  sana  rivalità  dato  dalla  quantità  e  qualità.

                                                             


Ma, amico  credimi,  anche  tanta  tristezza  essendo  io  corridore  e  rivale  amico  di  quel  gruppo  che  domenicalmente  si  ritrovava  ai  nastri  di  partenza.  C’è  tanto  rimpianto  per  la  rottura  di  quel  nostro  bellissimo  giocattolo.  C’è  anche  un  po  di  sofferenza  mista  a  rimorso  per  il  non  aver  saputo  -come  tanti  nostri  colleghi- difenderlo  dalle  insidie  dell’arrivismo e la mia impressione è che a forza di tirare , la corda s’è rotta, e con essa il giocattolo!

Parlando  al  plurale  devo  dire : quante  volte  ci  siamo  messi  dalla  parte  di  chi  sacrificando  tempo, denaro  e  affetti  familiari  si  impegnava  per  farci  godere  di  quel  giocattolo?  Vero  è  che  chi  fà  prima  o  poi  sbaglia  ma  se  nessuno  si  prende  la  briga  di  fare  il  cosidetto - lavoro  sporco – dove  a  volte  si  devono  prendere  decisioni,  non  da  tutti  condivise,  dove  andremmo  a  sfogare  questa  nostra  pazza  passione? Non credi amico mio, che occorra rispetto, magari lo stesso che altri organizzatori come Gianni Riconda, Stefano Acquadro, Paolo Manzoni dimostrano al nostro gruppo per aver offerto loro la nostra professionalità e capacità?

                                                                                                                      

A  me  personalmente  fa  piacere  che  tu  Antonio  ti  arrabbi  perchè  domenicalmente  non  ci  sono  più  quelle  belle  sfide  definite : linfa  vitale  per  lo  sport  amatoriale  e  che  sapevano  guardare  oltre  l’ostacolo  della  vittoria.

Ti  dico  un’altra  cosa  da  non  intendere  come  pura  rivalsa  o  compiacimento: Ho  notato  che  nel  nuovo  Criterium Palzola  c’è  ancora  tanta  voglia  di  amicizia  e  voglia di  portare  avanti  quel  programma  che  ci  caratterizzava  e  cioè : avere  sempre  e  comunque  uno  sguardo  di  riguardo  verso  le  persone  meno  fortunate e tu stesso puoi testimoniare, visto che hai condiviso con noi più volte queste emozioni.

Per  quanto  riguarda  l’organizzazione  ho  notato,  pur  con  tutta  l’esperienza  conseguita  nel  tempo, che  non  sempre  va  tutto  nel  verso  giusto.  Ma  finchè  saremo  supportati  da  una  numerosa  partecipazione  vuol  dire  che  siamo  capiti  e non  compatiti.

Ovviamente spero  anch’io, come la stragrande maggioranza di voi e per il bene di tutti, che il cielo si sgombri dalle nuvole basse e lasciano finalmente posto al sole sereno.

Chiudo  questa  mia  con  un  sogno ( per  ora  messo  nel  cassetto) che  tu  caro  amico  possa  un  giorno  non  lontano  ritornare  a  fare  lo  sponsor ( unitamente  a  Palzola ) a  quel  MASTER  che  oggi  è  motivo  di  rimpianto.  Io, causa  l’età,  probabilmente  non  gareggierò  più  ma  ci  sarò  per  condividere  con  te  questa  gioia  e  se  ciò  avverrà  sarò  il  primo  a  ribadire  che  il  concetto  di  bene  ha  prevalso  sul  male.

Concedimi un ultima cosa: se questo operosissimo gruppo è considerato per quello che è, il motivo è da ricercare nel fatto che è come una bottiglia di acqua minerale. Trasparente!  Mancano solo le bollicine e quelle potremmo metterle noi. Caro Antonio, sappi che abbiamo   attraversato troppe tempeste per lasciarci ingannare dalle sirene di Ulisse e quindi non inseguiamo l’isola che non c’è, ma stazioniamo sulla nostra Itaca, con i piedi nel passato e lo sguardi rivolto al futuro, con la tua sagoma che si staglia all’orizzonte.

 

 

 

 

Tuo  affezionatissimo, e con la stima che posso

 

          

GREGORIO SOTTOCORNA

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