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C'E' QUALCOSA DI MISTERIOSO NELLE GRAVEL

C'E' QUALCOSA DI MISTERIOSO NELLE GRAVEL - MASTERCROSSMTB

 C'E' QUALCOSA DI MISTERIOSO NELLE GRAVEL

 

A CURA DI GHIANGA 

 

 C'e' qualcosa di misterioso nel fascino della Gravel, qualcosa che fa dimenticare la pioggia e le tempeste previste per Domenica 29 e fa radunare quasi 70 persone (uomini e donne) alle 8 del mattino per fare 100 km guidati da una cartina.

 Un fascino che contagia all'istante.

 Due sere prima di farla ho chiesto a un amico con trascorsi ciclistici se se la sentiva di farmi compagnia.

 "Non posso, purtroppo ho già preso un impegno, ma che gara è?", ed io, con fare poco convinto

 100 km da Sesto a Turbigo e ritorno, col navigatore.

 E già l'espressione del viso cambia "Ah, ma dai? E il percorso?"

 E' sulla cartina, va seguito.

 "Scusa ma non e' segnato? I bivi? Come fai?"

 E' li il bello.

 "Azz, cavolo...". Gli brillavano gli occhi, avesse potuto disdiva tutto e domenica sarebbe stato al via.

 E domenica arriva. Danno brutto da settimane e in effetti è brutto tendente al bruttissimo. Si parte che già gocciola. Noi siamo in tre. Dopo l'anno scorso, dove l'ho fatta senza allenamento, i propositi erano di arrivare allenato e tonico per battagliare coi primi. Invece sia io che i miei soci arriviamo ancora meno allenati dell'anno scorso. Facciamo gruppo con Massimo e Lucio e si va avanti per vedere come butta.

 Quest'anno ho la bici nuova ma poco importa. Non ho il trip computer, non ho riferimenti su km fatti e da fare.

 Comincia a piovere e siamo verso il lago di Comabbio. Sul pontile Massimo fa un bel volo, una bella botta alla coscia, cellulare andato. Scrollone e si riparte. La salita del San Giacomo sotto l'acqua e in mezzo alle pozzanghere ci fa sentire tutti un po' eroi. Foto in cima, primo check point e giu' verso Vergiate. Ora piove davvero tanto, non ci si vede quasi, scarpe piene d'acqua. Ma mi sto divertendo come un bambino, piu' acqua prendo e piu' voglio andare avanti. All'imbocco della Alzaia Lucio va a casa a farsi la doccia e poco dopo anche Massimo ci lascia con uno squarcio sul copertone e un ginocchio gonfio.

 Intanto, come al solito, non si capisce dove siamo rispetto agli altri. Saremo a ridosso dei primi? Saremo gli ultimi? Qualcuno forse l'abbiamo passato, cavolo eravamo 70, possibile siamo ultimi ? Ah, ecco la' in fondo degli altri, passiamoli, cosi non siamo ultimi.

 Il fascino della Gravel, unico.

 Si pedala tanto, ci si aspetta, si guarda il navigatore del telefono centellinando la batteria. L'intreccio dei canali del Ticino è un labirinto, basta poco per allungarla di chilometri. Sterrato, asfalto, sterrato. Si passa da posti stupendi, non sembra neanche di essere a 20 km da Milano. Verso Turbigo, mentre scherziamo tra di noi ci ricordiamo di un signore che si sarebbe dovuto aggregare ma che abbiamo perso alla prima rotonda a Sesto.

 Speriamo arrivi in fondo. O magari si e' ritirato?

 Foto al Check point, qualche passante in bici "si si, i vostri sono andati di la" e via.

 Dopo Turbigo giriamo sulla ciclabile che indica 37,5 km a Castelletto Ticino. E' la strada dell'anno scorso a ritroso. Faceva un caldo bestia, era la prima volta, c'era da arrivare a Pavia. Quest'anno sembra la Roubaix, o la Liegi-Bastogne-Liegi. L'anno scorso eravamo abbronzati, ora siamo infangati, un po bagnati, ma ce la stiamo spassando. Se ci fosse stato il sole mi sarei divertito meno.

 Poco prima di uscire dalla zona di Oleggio incrociamo Simone e Alessio, persi. Dai trip computer hanno fatto 20 km in piu' rispetto a noi. Non avendo navigatore si sono affidati all'intuito e alla memoria delle note del roadbook studiate le settimane prima. Ma la strada, la realtà, è un altra cosa.

 La Gravel ti puo' fregare.

 Facciamo gruppo e torniamo a casa insieme. Uno sterrato da favola ci porta al terzo Check point. Maurizio ha un crampo, io ho fame. La salita della cava a Pombia e' il nostro gran premio della montagna. Ramarro ne ha ancora per staccare tutti, fermarsi in cima, gonfiare una gomma e risalire che il secondo non e' ancora arrivato.

 Spettacolo.

 La batteria del telefono intanto e' finita ma ormai ci siamo. Trota vagabonda, Vernome, Cimilin, check point del Porto e entriamo a Sesto. Francesco, I Varicellas, i Presidente sono li, altri sono arrivati ma molti altri sono dietro. Non siamo gli ultimi ma non importa.

 Mogli e figli sorridenti, pane e salame e vino sono il nostro premio.

 Arrivano ancora ma ora però piove tanto, anzi tantissimo e ne mancano ancora tanti ma pian piano arrivano tutti. Anche il ragazzo con la Hand Bike, per il quale trovare le parole è impossibile.

 Arriva anche il signore che abbiamo perso alla mattina. Fresco, sorridente e riposato come una rosa. Due ragazzi gli fanno "Grazie Flavio, se non era per te eravamo ancora nel bosco".

 Ecco, lui ha vinto la mia Gravel.

 Lui e' la Gravel.  All'anno prossimo.

 

 

veloclubsestese.wordpress.com

gravelracesestocalende.wordpress.com

 

 BY Ghianda

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