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BIELLA - OROPA 28/7/2012

LA BIELLA - OROPA AD ALESSANDRO MAIUOLO

A MAIUOLO LA FASCINOSA BIELLA - OROPA


La fascinosa Biella-Oropa, che evoca inevitabilmente le imprese storiche dell’indimenticato  Marco Pantani, era pronta ad esordire nel nostro Master Sport & Sports e lo ha fatto in grande stile grazie al vulcanico e operoso giovane Presidente del com. prov. di Biella Stefano Acquadro che accoglie il numeroso gruppo con queste sagge parole:”E’ giusto ed opportuno assecondare la passione per  la bici a 360° di molti miei colleghi amatori, alcuni  dei quali coronati da allori  tricolori ma, tantissimi  sono semplici appassionati e sono  la vera spina dorsale dell’Udace. A loro va il plauso per aver creduto in questo progetto che avrà un futuro, statene certi.”


Agli ordini del  … comandante Gianni Riconda parte il primo gruppo ( C-J-S-V-G-) con il pool la crema del Master e già dal loro sguardo si capisce che sarà una guerra. Il più combattivo e determinato è stato lo Junior Alessandro Maiuolo, l’unico capace di scendere sotto il muro dell’ora, 59’ e 51’’ per volare via i 16 km di sterrato che portano al Santuario Mariano dov’è posto l’arrivo. Bisognerà aspettare almeno 5’ prima di vedere apparire le sagome di Miko Martinotti e Giorgio Rusca e fanno appena in tempo ad ascoltare la dedica che Maiuolo, stella del master, dedica alla moglie e quel figlio che verrà.

                                                                                    

 Ci sono alcuni big che nell’autostrada dell’Udace non fanno mai la fìla, sono dotati di telepass e al loro passaggio s’alza sempre la sbarra. In automatico! Uno di questi è senza dubbio Carmelo Cerruto, un veterano che sui binari del vecchio trenino ha fatto la differenza e nonostante un errore di percorso ha fatto sua la gara ma quello che ha stupito tutti è stato Domenico Agostinone, un marcantonio di novanta chili che ha saputo colorare le sue aspirazioni di attore protagonista e si è esibito in una prova davvero maiuscola classificandosi secondo e rifilando un rosario di minuti a gente quotata  come Davide Bionda, Gianluca Coda Fatin e Richy Barbero. Ci piace citare anche la prova del Cadetto Alessandro Fumagalli, un bravo ragazzo che già domenica scorsa ha fatto tremare il fuoriclasse Luca Camarella e oggi è tornato a cavalcare i suoi sogni presentandosi tutto solo al Santuario di Oropa  dedicato alla Madonna Nera e dichiarato nel 2003 patrimonio del’umanità.


                                                                                       

Nulla hanno potuto Daniele Giustina e Alex Bellotto, come nulla hanno potuto i Senior  Patrik Ferrero e Fabio Bruno contro lo strapotere dello scalatore torinese Federico Galfrè, incitato a gran voce dai suoi genitori e suoi primi tifosi ai quali va la dedica. Quando vince un uomo umile come il Gentleman Silvano Iseppato, la vittoria assume un colore più vivo e anche il gusto ci guadagna ,lo sanno bene i battuti Renato Borsani, Santo Campagna e Roby Poletti che hanno lottato per domare gli 800 mt di dislivello per arrivare al cospetto del Santuario, opera  degli architetti Guarino Guarini e Filippo Juvarda. Ci sono uomini di vecchio stampo, pratici e  leali che cavalcando le loro bici hanno scritto e legato il loro nome a quello dell’Udace a suon di vittorie, uno di questo è il “vecio” Armando Campesato che ancora una volta eccelle in forza e saggezza e relega ai posti di rincalzo Eolo Gulmini e Pier Brunelli, esattamente come il biellese Giovanni Giacchetti che ha la meglio su Giuliano Garlaschè e Angelo Zago e indica ai giovani nipoti debuttanti  Giacomo Cavalieri , vincitore anche oggi su  Gabriele Giuliano, la via della passione e del sacrificio.


 Bene Serena Mensa , donna “A” , che batte nettamente Roberta Frigeri e Marika Paoletti e ottima la biellese Patrizia Di Massimo( donna “B”)  che batte un’indisposta Angela Agazzone e Monica Grendene che offre pasticcini e bibite per aver compiuto gli anni ma, non chiedeteci quanti, non diremo mai che ne ha 42. Battere il Primavera Alberto Barengo sta diventando complicato come scalare Himalaia, lassù è risaputo , manca l’aria e i soli che potrebbero impensierirlo sono Alessandro Viaretti, il suo storico rivale ed Edo Loggia ma una menzione meritano i più piccoli di tutti, Borella Biagio e soprattutto Jacopo Barbotti che stanno studiando da apprendisti amatori ma già sono amati e adottati da tutto il gruppo che il buon Stefano Acquadro che ha premiato e rifocillato, anche grazie alle  famiglie Manzoni e  Barengo composte da gente perbene, operosa ed onesta che si danna l’anima per il bene comune e sono il valore aggiunto del master. Idem per il buon Gianni Riconda e il Team Bike Tre Marce ma un monumento come il Santuario andrebbe fatto a Roberto Osti che spontaneamente  s’è presentato da Acquadro già a Maggio  dicendo:” Se vuoi ti do una mano a tracciare, pulire, segnalare e gestire il percorso”! Parole che sono musica per le orecchie di chi organizza e ovviamente sarà ricambiato al 2 Settembre , quando organizzerà una delle più belle gare del Master, la Ysangarda nella savana Biellese. Ci sarà anche Gloria Manzoni, vincitrice anche oggi e con un tempo di tutto rispetto. Un ultimo e doveroso ringraziamento va a Monsignor Berchi, rettore del millenario Santuario che ci ha ospitati, dandoci la possibilità di fare sport e un tuffo a piedi uniti nella fede.

Carmine Catizzone




CONSIDERAZIONI DEL NOSTRO COLLABORATORE MAURIZIO BORELLA



Oropa      Sabato 28 luglio 2012


Sono stato due volte a Cesenatico sulla tomba del Pirata ed ogni volta mi è tornato alla mente quel giorno di Oropa del 1999 dove, grazie a lui, ho vissuto dal vivo forse la più grande impresa sportiva a cui mi sia mai capitato di assistere. Io c’ero, due curve sotto all’arrivo, mia moglie con era gravida in attesa di Biagio ed eravamo saliti al santuario a piedi dal sentiero di oggi.

L’ho visto arrivare tra il tripudio esaltato della folla, in piedi sui pedali con le mani basse sulla curva, sembrava un ragno, non “andava” in bici bensì “volava” agile, potente e silenzioso nel vociare chiassoso della gente; un gesto tecnico superlativo, assoluto e perfetto, un coivolgimento totale, un momento irripetibile.

E’ inutile raccontare la cronaca di quella tappa che tutti gli appassionati di ciclismo conoscono già ma ho voluto ricordare Pantani perché ogni volta che vengo ad Oropa inevitabilmente mi ricordo con piacere, ed un pizzico di nostalgia, di lui e di quella giornata straordinaria.

Ed è con piacere quindi che oggi ho portato Biagio a correre questa prova del Master che mi fa ricordare quei momenti oltre che riammirare lo splendido complesso del santuario dello Juvarra, mirabile opera d’arte del barocco piemontese.

Della gara che vi devo dire, che fosse dura già lo sapevamo, che quando organizza qualche cosa Stefano Acquadro inevitabilmente si mette a piovere, sapevamo anche questo, ma per il resto il mio giudizio globale rimane senz’altro positivo.

Certo, forse si sarebbe potuto organizzare meglio la prova dei Primavera, magari facendorgli saltare a tutti (grandi e piccoli) la culla di dislivello a metà salita ma facendoli arrivare tutti in cima insieme agli altri. Cima che poi hanno dovuto comunque raggiungere in bici pedalando dopo l’arrivo volante posto a Favaro. O magari farli partire da più in alto (dopo il bivio per la culla) eliminando di fatto le complicazioni dei cartelli gialli sul manubrio e dei cartelli gialli al rovescio.

Magari la gara si poteva svolgere alla mattina (anche di domenica), visto che alla partenza alle 15:30 del pomeriggio c’erano 30 gradi.

Ma questi sono perfezionamenti che senz’altro verranno nelle edizioni future di questa manifestazione.

Certamente l’impegno di Stefano e anche di Gianni Riconda è stato inequivocabilmente profuso copiosamente per realizzare un’evento di livello. Bisogna rendere merito anche al buon ristoro all’arrivo e alle corpose premiazioni.

Grazie quindi a Stefano e a Gianni per la bella giornata di sport. Grazie anche a papà Barengo per il graditissimo e inaspettato cesto di frutta (le pesche sono deliziose!) oltre che per aver messo in salvo i due nostri piccoli primavera esausti accompagnandoli con il furgone fino alla vetta.

Complimenti a tutti i Promavera per aver portato a termine una prova così impegnativa.

Complimenti al nostro Ivan Ciocca per la prestazione, anche se da terzo è passato al sesto posto per una disattenzione e complimenti anche al nostro Antonio Pizzuto che è arrivato in cima nonostante la rottura della sella e la conseguente caduta (con sbucciature varie).

Tanti auguri di compleanno alla Monica Grendene e grazie dei pasticcini.

Buone ferie a tutti, ci rivediamo a settembre.

Infine Grazie Marco che sei esistito, mi spiace che i giovani Primavera non ti abbiano conosciuto, racconterò per sempre a mio figlio NON come sei morto, ma come sei vissuto.

 

 

Maurizio Borella


Biella - 20^ prova Master S&S e 10^ prova campionato biellese.Come avevamo detto la scorsa settimana, da qualche tempo mancava la classica scalata al santuario con la MTB e grazie a Stefano Acquadro, questa prova si è potuta concretizzare. A dare pieno sostegno a questo progetto è stato tutto il Bike Team Tre Marce, il giudice Udace Gianni Riconda e tutto lo staff del Master S&S.Alle ore 14 decidiamo di parcheggiare le nostre auto al santuario e successivamente scendere a Biella per la partenza. L’aria è fresca, qualche nuvola di passaggio e il nostro mitico gazebo spicca nella zona dell’arrivo, che è situata dove una volta il trenino do Oropa giungeva al capolinea. Decidiamo così di scendere su asfalto. Arrivati all’altezza di Favaro sentiamo già l’aria farsi sempre più rovente. Oggi sarà dura, i brevi temporali della mattina hanno rinfrescato poco e hanno lasciato una cappa d’afa veramente opprimente. Infatti, arrivati in via Ivrea, il termometro segna già 30 gradi!Iscrizione e tempo di condividere qualche informazione sul percorso e sono già le 15.30 pronti per il via. Riconda chiama i primi tre di ogni categoria che vengono messi in griglia d’onore. Tra questi c’è anche il nostro Anselmo Cagni che attualmente è terzo nei gentleman. Alcun consigli di Acquadro che poco dopo dà il via al martirio!Una vera partenza a bomba per i primi, Anselmo non è da meno ma all’improvviso un botto e vediamo cadere a terra tre atleti dove purtroppo uno di questi è il nostro Anselmo:“Non ricordo come sono finito li. Ho impiegato un po' per riprendermi, ma credimi quando hai l'euforia dell'onore di partire davanti con i migliori. Quando sai cosa puoi dare in quella gara avendola provata. Quando hai i tuoi migliori tifosi che ti vengono a vedere e ti succede una stronzata del genere, non ti dico come sto! Vorrei rifare tutto! Spero che Acquadro la ripeta il prossimo anno. Pronti? Via! 150 metri curva a sinistra chi mi precedeva prende in pieno un cartello da cantiere. Si sbilancia e non so come sono finito per terra io. Dopo che sono passati tutti mi faccio vedere da due spettatori illustri se vi fosse qualcosa fuori dal normale sul mio volto, mi faceva male il mento ma ancora di più rimbombava in testa la botta. Non posso saltare subito in bici, ho il manubrio al contrario. Addrizzato tutto, parto. Da solo cerco di riprendere un ritmo che mi possa almeno far concludere con dignità la gara. Alla fine del parco del Bellone qualcuno l'ho passato. Mi son detto. Se tengo questo ritmo forse prendo alcuni che so io. Dopo 1 chilometro trovo il mio compagno di squadra Mario. Penso che forse non è la sua giornata, o forse è venuto solo per coronare la festa. Forzo il ritmo, prendo altri ma non mi curo più chi siano. Dopo i ponticelli ricordo di passare l'amico Gabriele Cerruti, avevo appena passato anche Cena. Nel salitone d'asfalto Cena mi supera, riesco a limitare i danni perché mi accorgo che sto spingendo troppo. Cena è nettamente più forte di me in salita. Mi ricordo della discesa che avevo già provato. Giù a manetta! Penso:  adesso lo riprendo. Infatti lo passo  prima del dente, mi butto a capofitto e ne prendo altri. Poi vedo in lontananza il mio amico Mauro Gallone. Di solito mi si illuminano le forze, e ad un tratto non senti più la fatica, perché so di aver fatto già un mezzo miracolo. Altra salita che porta al Favaro, mamma mia che ripida! No non era così qualche giorno prima. C'era il dolore che incombeva nel mio corpo. Avevo ancora più male. Oramai sono a metà, devo finirla! La mia auto era a Oropa. Mauro non lo prendo, rimangono 30 metri di distanza. Mi trovo un po' a corto di ossigeno mi sono detto: appena arrivo dopo la pineta provo di nuovo ad allungare. Avevo spinto Troppo? Era a trenta metri da me anche dopo la pineta. In compagnia di un altro concorrente ho pensato che dandoci una mano magari lo avrei raggiunto. "Magari"! dopo pochi chilometri ecco che arriva di nuovo Cena, mi passa con un altro compagno in prossimità del ponte ad archi. Allungano, riesco a malapena a stargli dietro. Poi si scende obbligatoriamente. Su con bici in spalla, ma io non so più dove sono. Sento il cuore che batte anche nel mento. Do tutto quello che ho, non supero più nessuno. Mi accorgo che alla fine sono arrivato 7° su 14 Gentlemen. Non so se essere felice o nascondermi. Avevo voglia di piangere, ma ero troppo stanco per farlo. Non so se per rabbia o per il fatto che Stefano Acquadro abbia creato una bella gara che da parecchi anni non si faceva. Io avrei avuto voglia di farla al meglio delle mie capacità. Pazienza!Nella sua durezza ha trovato molteplici consensi. Sono contento per gli amici del Master Sport che sono arrivati da lontano ed hanno apprezzato il percorso”.Dalle nostre postazioni ci accorgiamo che tutti gli atleti stanno soffrendo questa temutissima gara. I 15,8 Km con oltre 900mt di dislivello non hanno fatto sconti per nessuno. Inevitabile il pensiero a Marco Pantani che nel 1999 fece di questa tappa una delle sue più grandi imprese, ma questa e un’altra storia....


LESSONA BIKE TEAM