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BELGIOIOSO CAMP. ITAL.

ITALIANO DA FAVOLA A BELGIOIOSO

 TRICOLORE ACSI A BELGIOIOSO ... UN SUCCESSO ANNUNCIATO

 

  

Se dalle proprie idee e dalle proprie scelte dipendono  i successi, non c’è magia che possa dare un senso diverso al destino di cui, tutto sommato, si è padroni.  Quando Giuseppe Ferrari  decise di guidare il comitato prov. di Pavia, su invito del Responsabile Nazionale Acsi Settore Ciclismo Avv. Emiliano Borgna, era consapevole che lo sforzo sarebbe stato pesante e che c’era in cantiere il 46° campionato italiano di ciclocross, ma sapeva anche di essere circondato da  gente semplice e operosa come il team “Belgioioso Team Scarini” guidato dal vulcanico presidente Mario Rovida  e un manipolo di amici esterni,  seri e fidati che parlano poco e lavorano molto e che si sarebbero rimboccati le maniche per alimentare emozioni che puntualmente sono arrivate. Per accogliere i migliori specialisti della noble art  occorreva una location da favola e grazie all’attenta disponibilità del comune di Belgioioso è stato possibile disegnare un bellissimo percorso di 2300 mt tutt’attorno al fascinoso castello visconteo eretto nel XIIV secolo. Agli ordini di Angelo Bonalumi  e dell’operosissima  giuria di Milano designata dal responsabile  Ernesto Galimberti  e grazie al supporto della Filippini Family, parte la prima gara con i Super “A” , amatori con molti  anni sulle spalle , appassionati   vecchio stampo che danno tanto –anzi tantissimo -  in termini d’impegno e sacrifici. La lotta si fa subito aspra e a menar pedalate da orbi sono Pirozzini, Allegranza, Parro, Sommaruga, Zanolla  e Santhisiak, tutti in  fila come i grani di un rosario ma a metà gara Parro si avvantaggia un po con il Pirozzini  che sembra possa rientrare ma a due giri dalla fine è Santysiak che sembra aver più gamba e infatti si presenterà tutto solo a ricevere i flash delle digitali ma l’attenta giuria lo retrocede all’ultimo posto per aver … aggirato per ben tre giri gli ostacoli del fossato e così a vestirsi finalmente di tricolore è l’umilissimo Giovanni Parro  che posa sul podio con Lucio Pirozzini e Marcellino Zanolla.

                                                                 

Nei Super “B” è scesa in campo la leggenda col trio delle meraviglie,  Vezzoli, Guarnieri e Bertoldo, giganti e  polivalenti amatori che da oltre trent’anni infiammano i percorsi di mezz’Italia e anche stavolta è spettacolo. Attacca Vezzoli, generoso come sempre, Guarnieri sornione lascia fare, Bertoldo pure , Fioravanzo resiste ma,  a metà gara il veneto Giovanni Bertoldo,  che insegue la sua 15^ maglia tricolore,  attacca deciso, si stacca Vezzoli  che verrà poi superato anche da Angelo Fioravanzo,  ma ora deve “domare “ il ritorno rabbioso di Guarnieri e ci riesce dosando le forze e spendendo bene quel tesoretto di quindici secondi che gli consente di  dedicare maglia e la vittoria a Silvana , la colonna sonora di tutta la sua vita.

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Il bello delle gare femminili è che non sono mai banali e sono da prendere seriamente ad esempio  per correttezza , impegno e generosità.  Prendiamo per esempio la gara “B”, Fanchini, Etossi e Corazza, tutt’e tre hanno già vinto titoli italiani e fare un pronostico è davvero dura. Il percorso zuppo d’acqua sembra essere indigesto alle milanesi, Tiziana Corazza invece pare andare meglio nei tratti a piedi del fossato e guadagna secondi preziosi. Non ci sta Barbara Fanchini e caparbiamente insegue ma Tiziana Corazza ha classe e maturità e vince, soffrendo parecchio, la “sua” prestigiosa maglia a suon di pedalate rabbiose e convincenti.

                                                                            

Fanchini e Etossi l’affiancano sul podio ma la gara con le emozioni più forti ce le ha riservate la categoria donna “A” con Cortina Cortinovis che doveva vedersela con una perfezionista e collezionista di maglie pesanti come la campionessa uscente Sabrina Masin. Bellissima lotta in ogni punto del percorso che ha infiammato i presenti, tifo per entrambe, belle e fortissime ma Cristina ha la rabbia della pantera negli occhi, motivazioni forti e testardaggine da vendere, nel fango sembra … galleggiare  e gli ultimi due giri sono un tripudio, si riprende la “sua” maglia e anche  la scena, come pure  i sinceri complimenti della bella Sabrina e di Samy Profumo che cresce gara dopo gara.

Senza storia la vittoria nelle donne “C” di Clara Perletti su Gina Pantesotti e per la fedelissima Perletti si tratta di un premio alla carriera molto, molto gradito. Alzi la mano chi non s’è emozionato per baby  Simone Ballinetor, il primavera  che da quando corre non ha perso una gara!

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Il boys della cicli Aliverti, quando lo scorso anno cominciò a correre sembrava la reclame della Nutella , ora s’è allungato, è dimagrito e da del ... tu alla bici dominando dal primo all’ultimo metro. Vince , stravince e convince e dedica la maglia a Nonno Battista che nascosto dietro una siepe piange lacrime di gioia e poi ci confida candidamente:” gli darò la metà della pensione di questo mese, se lo merita”. I nonni, che bella invenzione! Meritano la mancia anche Giusti, Beltrami e Tumiati perché di fango e fatica ne hanno presa e fatta tanta.

                   

Finalmente anche il debuttante  Mike Gelli s’è vestito di tricolore ( se aspettiamo suo  padre ...) in virtù di una condotta di gara perfetta che lo porta ad avere la meglio sul Pengo Luca Gasparini, Matteo Stani e Federico Rimoldi e la dedica è tutta la mamma Marcella.

                                           


I gentleman Valsesia, Tosi, Suardi e Luisetto sono abituati a spostare i loro confini e anche a Belgioioso hanno superato i loro limiti, pescando energie  e carattere nell’inesauribile pozzo dell’orgoglio. Questa è plausibile spiegazione alla loro viscerale passione che oggi ha premiato Massimo Valsesia che riaccarezza il suo sogno che pensava svanire  per via del cuore matto. L’abbraccio di Tosi dopo il traguardo , secondo, la dice lunga sul rapporto d’amicizia che li lega e i primi a gioire siano noi che li conosciamo entrambi e li additiamo, come pure Suardi e Luisetto, a modelli da imitare per correttezza e abnegazione. Luigina , moglie di Valsesia è la più felice e deporrà insieme alle altre sei maglie tricolori, anche questa che sa di riscatto, di fede e di preghiera per la ritrovata salute.

Il Senior Ivano Favaro è un bravo ragazzo con una carriera costella da successi ma  sapeva che per battere Francy Corradini doveva fare la gara perfetta. Avere la meglio su  Corradini non è un gioco da ragazzi e per capire quanto vale non occorre interrogare la zingara, basta leggere il suo palmares. Sono stati loro due che unitamente a Claudio Pivotto e  Marchino Colombo hanno infiammato la gara, poco a poco si staccano Colombo e Pivotto e a giocarsi la vittoria rimangono Favaro e Corradini. Si accettano scommesse, a due giri sono ancora insieme, il pubblico si porta sul vialetto d’arrivo  per godersi la volata che non c’è perché è Ivano Favaro a presentarsi tutto solo per le foto di rito e per gli applausi che incoraggiano,oltre che il reggiano, anche Claudio Pivotto, terzo. Ultima gara quella dei veterani è  la più incerta, la più combattuta, la più … infangata. Pronti via se ne vanno in quattro: Montanari, Bertoni, Bonalda e Monetta. Già al primo giro Davide Montanari rompe la bici e perde molto tempo, forse per rispetto o perché è troppo presto , nessuno attacca deciso e infatti Montanari rientra e supportato da doti tecniche e da una tattica sopraffina aspetta per recuperare le forze. A metà gara si stacca Monetta e Bonalda accusa una ventina di metri , l’astuto Montanari nel fossato del castello pedala vicinissimo al muro per cercare quelle pochissime traiettorie ancora non maciullate dalle ruote  mentre Bertoni preferisce avanzare  a piedi. La tattica di Montanari sembra quella giusta ma Bertoni è Bertoni e sostenuto da un tifo infernale sembra ridurre quello svantaggio di dieci / quindici secondi che al suono della campana ancora lo separano dall’aggancio. Montanari però, lo sappiamo, è un duro e resiste caparbiamente ma appena taglia il traguardo ha parole di rispetto per il vecchio leone Bertoni che ancora una volta ha infiammato il pubblico.

                                                                 

Lo junior Andrea Bonollo lo conosciamo molto bene, ha un motore straordinario e dei cavalli che lo portano a dominare  in ogni specialità ma, come dice suo padre Carlo, a volte s’allena poco. A questa gara ci teneva parecchio e anche alla sua seconda maglia tricolore di cross e s’è visto. Certo , Manuel Ballini non è un tipo arrendevole e infatti lo ha contrastato fino al suono della campana , quando sembrava ricucire il gap il comasco  ha inforcato col manubrio un paletto e ha perso un improbabile aggancio  dando via libera alla gioia del buon Andrea Bonollo che ringazia pubblicamente papà Carlo per la pazienza e la tenacia con cui lo segue. Chiude il podio Christian Rizzotto.

 

Alla fine la foto di gruppo ci restituisce un’immagine che sembra una magia al cospetto del responsabile regionale Elco Volpi e del  delegato nazionale Giovanni Santulini , oltre che all’amministrazione comunale. Un solo neo, siamo italiani e abbiamo assistito ad un bellissimo campionato italiano e quell’inno di Mameli che è rimasto inspiegabilmente  muto , ci avrebbe ancora una volta emozionati.

 

 

 

Carmine Catizzone

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