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A VIGNATE IL CAMPIONATO REGIONALE LOMBARDO
Si svolgeranno domenica p.v. i Campionati Regionali di mountain – bike e per quanto riguarda la Lombardia la sfida avverrà a Vignate . In cabina di regia il Pedale Vignatese presieduto da G. Giuliani che sul classico percorso manderà in scena il 14° Trofeo Nazzarri. Sulla carta, nei Super B si preannuncia una guerra tra Lazzaroni e Vezzoli, mentre gente del calibro di L. Camarella, M. Colombo, G. Fappani , C. Guarnieri , A. Della Valle e S. Etossi, potrebbero esibirsi in galoppate solitarie o se preferite in gite .. fuori porta , complice la condizione eccellente e la convinzione non da poco che hanno nei loro mezzi. Le sorprese potrebbero arrivare da Antonio Lumia e Janine Jackson , sarebbe come staccare il pass destinazione .. Paradiso.
Il ritrovo è fissato alle ore 8.00 presso il centro sportivo sito in via Lazzaretto
Le partenze alle ore 9.30 da via g. Galilei
Per info Pedale Vignatese 339 5359928
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DONNE UDACINE .. CHE BELLA INVENZIONE
Dapprima erano una presenza sgradita, mal tollerata, quasi fastidiosa. “Fanno i buchi, non sanno andare in bicicletta”, sentenziavano i Super Gentleman, con i quali solo solite confrontarsi. Oggi, a distanza di qualche anno, sono ammirate, apprezzate, benvolute, sono diventate una componente integrante del gruppo, a parte qualche episodio di misogenità congenita. Parliamo delle Donne udacine, una realtà nella quale pochi credevano: ma quei pochi hanno insistito e il tempo ha dato loro ragione. Molti dirigenti Udace erano scettici sulla loro presenza in gruppo, eccezion fatta per il Presidente Francesco Barberis e qualche suo collaboratore che hanno sempre sostenuto la validità di un movimento in lenta e costante crescita.
In effetti loro, le Donne, sono cresciute tecnicamente ed agonisticamente, alcune provengono dalla esperienza nelle Elite del ciclismo federale, altre si sono fatte da sé con sacrifici personali. Si allenano con puntiglio, spesso si rivolgono a preparatori esperti. Insomma non è più dilettantismo allo sbaraglio ma consapevolezza di un loro ruolo importante.
Così non sorprende poi più di tanto il fatto che, come abbiamo riferito sul nostro sito,
Due volte Campionessa Mondiale dei Giornalisti e in una circostanza mettendo la sua ruota davanti a quella di Francesco Moser. Senza contare i piazzamenti nei cinque, sempre assoluti.
Nel Veneto, per esempio, un’altra ex prof, Anna Farina che corre per
Ma quante ce ne sono che in ogni gara si confrontano senza timori reverenziali con i maschietti? Una marea! Su strada, ciclocross e mountain bike.
L’amico Carmine Catizzone, inventore dei Master di Ciclocross e Mountain Bike è tra i sostenitori della presenza delle Donne alle sue gare. E loro rispondono con entusiasmo: Silvia Barbero, brava e protagonista su ogni traguardo, ma anche per tutte le altre vale una citazione di grande merito. Cominciando con la super Simona Etossi e proseguendo con Elisa Chinaglia, Simona Bona, Monica Grendene, Isabella Corazza, Stefania Trezzi, Marika Paoletti, Sabrina Paracchini, Alvise Della Valle, Milena Tiengo, Clara Perletti l’inossidabile, Patrizia Di Massimo, Magda Michieletti, nuova arrivata ma già autorevole, Marina Crestani, Valeria Vivenza, Angela Agazzone, Roberta Frigeri, Cornelia Zehetmer, Lorena Bonato per concludere con l’inglesina Janine Jackson nuova dell’ambiente ma sempre tra le protagoniste.
E nel Ciclocross le specialiste Barbara Fanchini, plurititolata che si dedica anche alla strada con soddisfazione, Sabrina Bellati, Patrizia Caimi, Tiziana Actis.
Lasciando per ultima, ma non per demerito ovviamente, quella Gloria Manzoni, che corre nella categoria Primavera e che sta dimostrando con la sua giovane età di avere numeri davvero tutti da scoprire.
Anche nella mountain bike l’elenco delle protagoniste è altrettanto lungo. Cominciando da Lara Caspani, un fulmine che ha dominato la “Winter Cup” pavese dello scorso anno, e proseguendo con Elisa Mazzetto, Paola Ramponi, Rossella Bonacina, Viviana Solinas, Laura Racheli, Nadia Pastore, Gloria Rovescala, Ilaria Zavanone, protagonista a livello nazionale, Cristina Cortinovis, purtroppo vittima di un serio incidente occorsole a cavallo tra il 2011 e il 2012. E nel Ciclocross e nella Mountain non esita a confrontarsi anche Samantha Profumo, mettendo in gioco la sua reputazione da stradista, svolgendo questa attività a livello propedeutico e preparatorio.
C’è poi l’oceano delle “Granfondiste”: le citazioni sarebbero infinite, ci limitiamo a segnalare la “veterana” Olga Cappiello che non ha ancora perso il vizio di stravincere e che con la genovese Maura Camattari, stradista che ha rallentato l’attività, è un po’ la “mamma” di tutte le ragazze che corrono; poi Cristina Leonetti altra vincente, Daniela Gaggini, Valentina Natali, Sabrina Demarchi, Mara Canetti, Roberta Pilotto, la torinese che attendiamo presto ai livelli che le competono.
A scorrere gli ordini di arrivo delle gare udacine ne troviamo tantissime altre protagoniste. A parte Francesca Ignoffo e Samantha Profumo, con loro in ogni gara si confrontano Monica Pavanati, Stefania Baldi (altra ex prof), Maria Grazia Bottin, Silvia Meregalli (la rivedremo presto in gruppo dopo il Tricolore dello scorso anno?), Erminia Binaghi, Claudia Patè, Patrizia Caimi, Daniela Locarno, Barbara Marangon, Francesca Aluigi, Ilenia Stacchetti, Isabella Brega, Maddalena Sesiani, Clara Rampollo, Oviedo Mariela Oropeza, Simona Stan, Shara Giuliano che guida un folto gruppo di ragazze piemontesi.
Ci sono Società che hanno scelto di svolgere in prevalenza attività femminile. Come
Folto il gruppo delle specialiste in salita: è guidato dalla inarrivabile bergamasca Katia Mennea, poi Valentina Patrini, Silvia Giovenzana, Anna Fenili, Annunciata Signori e altre ancora.
E se estendiamo il nostro sguardo verso altre realtà regionali troviamo Monica Squarcina (altra specialista del fuori strada), Elisa Zappa, Roberta Anselmi, Lauretta Granzotto, Tiziana Ramasso, Emanuela Sampaolesi, Sandra Sella, Silvia Melato, Clara Rapelli, Alessia Bortolin, Cinzia Pancheri, Marta Marangon, Ulla Iacumin, Katia Pileri, Tiziana Tagliabue.
Sono tutte ragazze alle quali va la nostra più viva ammirazione perché per allenarsi e per confrontarsi dignitosamente in gruppo sono obbligate a sacrifici personali molto pesanti, dovendo spesso conciliare il loro ruolo di mamma, di lavoratrice, di guida della famiglia. Allenamenti rubati al già poco tempo libero pur di coltivare una passione inarrestabile. Un plauso sincero ad ognuna di loro.
PS. Avrò certamente dimenticato qualcuna in questa rapida carrellata. Chiedo preventivamente scusa e autorizzo le “escluse” a rivolgersi all’amico Carmine Catizzone che provvederà a integrare l’elenco. Grazie.
Sergio Robutti
Omegna, serata di beneficenza
Giovedì 17 maggio 2012
Se andate su wikipedia a cercare “Cornelia de Lange” troverete edotte terminologie mediche che narrano un mondo di sofferenze che alcuni bambini devono sopportare per la malasorte che la natura, a volte matrigna, ha loro attribuito. Per fortuna nostra “rari” bambini, ma non per fortuna loro! Infatti proprio perché “rari” non
sono degni della dovuta attenzione da parte dei media e principalmente da parte delle grandi società farmaceutiche che preferiscono forse studiare e realizzare rimedi per malattie più “comuni” e quindi molto più remunerative, cioè economicamente più vantaggiose.
Ma se spulciate internet un po’ più a fondo troverete che “Cornelia de Lange” è anche il nome di una associazione ONLUS di “angeli” (così io definisco i volontari) che stanno vicino a questi bambini e alle loro famiglie, li coccolano, li fanno giocare, li fanno divertire, alleviano o almeno cercano di alleviare il più
possibile le loro sofferenze rappresentando un valido sostegno psicologico, scientifico ed economico per garantire loro una vita dignitosa.
La società sportiva IRIDE CYCLING TEAM annovera invece tra i propri tesserati bambini e ragazzi molto più fortunati, sani e forti, che gareggiano con vigore ogni domenica, giocano, studiano, si allenano, scherzano e
si divertono durante la settimana e vivono con serenità la loro adolescenza. Ma la IRIDE non si dimentica dei ragazzi meno fortunati e durante l’anno, nel corso delle manifestazioni sportive, grazie anche agli sponsor sensibili a questa attività, mette dei soldini in un salvadanaio raggranellando un gruzzolo, magari piccolo ma
significativo per gli “angeli” che vi ho sopra descritto.
Ieri sera, al Teatro Sociale di Omegna, la IRIDE ha consegnato 600 €uro al responsabile di questa associazione di “angeli” durante la serata ufficiale di beneficenza dove c’è stata l’occasione anche di
presentare alla comunità omegnese il Team giovanile di Mountain Bike ed ascoltare con gradimento della buona musica dal vivo.
Io sono stato chiamato a descrivere la nostra attività ma, un po’ l’emozione, un po’ l’imbarazzo intimo di chi deve spiegare cosa fanno i nostri fortunati ragazzi che gli altri meno fortunati non potranno mai fare, fatto stà che mi sono un po’ inceppato e mi sono dimenticato di fare gli opportuni e doverosi ringraziamenti.
Ma siccome chi mi conosce sa che scrivo meglio di come parlo i ringraziamenti li faccio ora.
Ringrazio in primis la Iride Cycling Team, nelle persone del presidente Paolo Frigerio, del vice Luca Cerutti, dei consiglieri Sergio Viganò, Gianni Borgatta, Marco Bergamelli, Renato Capponi e Gabriella Lazzarin, che in questi anni hanno sempre supportato con forza il mio ruolo di Direttore Sportivo e lo sviluppo dell’attività
giovanile in seno alla nostra società.
Ringrazio ulteriormente Sergio Viganò per l’attenzione e la sensibilità sulle iniziative di solidarietà che porta avanti da anni che propiettano la nostra società sportiva in una dimensione non solo esclusivamente “sportiva ed agonistica” ed insegnano (spero) ai nostri ragazzi di guardare un po’ oltre lo sport, di vedere se
dietro l’angolo c’è qualche altro ragazzo diversamente dotato che ha bisogno di una mano. Questo è forse il più alto valore che possiamo trasmettere ai nostri fortunati ragazzi e se riuscirò a trasmetterlo anche a mio figlio, che di questi ragazzi fa parte, il merito sarà anche un po’ di Sergio.
Ringrazio i genitori dei nostri ragazzi che ritengono che lo ore dedicate loro per fargli svolgere attività sportiva siano ben spese e qualitativamente migliori di quelle dai loro figli passate davanti a facebook.
Nelle grigie albe della domenica di questa piovosa e fredda primavera si alzano e portano con perseveranza i loro figli alle gare, li assistono e li riportano a casa dove li attende un pomeriggio di lavatrice con divise da ciclista sporche di fango ed incombenze domestiche. Grande merito a questi meravigliosi genitori.
Ringrazio gli sponsor della IRIDE che credono in questi progetti e ci aiutano sostanziosamente.
Ringrazio il dott. Bruno Borgatta che presenzia sempre alla gara da noi organizzata senza percepire un centesimo.
Per finire ringrazio gli “angeli” di “Cornelia de Lange” (andate a vedere www.corneliadelange.org) che spendono gratuitamente il loro tempo per i più bisognosi, e non è poco.
Maurizio Borella
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