MASTER SPORT & SPORTS 2014

MASTER SPORT & SPORTS 2014 - MASTERCROSSMTB
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COLPI DI MANO A BOGOGNO

COLPI DI MANO A BOGOGNO - MASTERCROSSMTB

BRUNO MARINI ... COLPO DI MANO

 

I colpi di mano nel finale di ciascuna competizione hanno caratterizzato il Trofeo San Rocco, manifestazione cicloamatoriale Acsi che, organizzata come solito alla perfezione dalla Società Agrate Conturbia, si è disputata sabato 16 agosto a Bogogno. Gara che ha richiamato al via ben 272 concorrenti suddivisi in cinque competizioni perché anche in questa circostanza gli organizzatori, coadiuvati dal Comitato Provinciale Acsi di Novara del Presidente Alberto Filippini, hanno deciso per lo sdoppiamento dei Super Gentleman consentendo così agli A ed ai B di gareggiare da soli.

Colpi di mano dicevamo. Come quello che è riuscito nei Gentleman a Bruno Marini della Besanese che ha anticipato con un’azione solitaria un gruppetto di 12 uomini che si era portato in avanscoperta nella fase decisiva della gara. Per lui vittoria a mani alte, e per Alfredo Miozzo del Team Adarte solo la consolazione del secondo posto.  Ed è successo anche nei Super Gentleman A. Gara questa caratterizzata dalla fuga di un gruppetto di corridori che nell’ultimo chilometro sono stati anticipati da Giulio La Scala del Team Cicli Fratelli Oliva che ha vinto in solitudine davanti a Claudio Ruffilli della Equipe Corbettese.

Più da raccontare invece la gara dei Super Gentleman B. Dominata dalla fuga di cinque atleti che nella parte finale hanno raggiunto il gruppo dei Super A partiti con un vantaggio di cinque minuti. Sprint dunque piuttosto problematico anche per i giudici di arrivo ma nulla ha impedito ad Enrico Sammarini della Gaggiano Fratelli Giacomel di incamerare l’ennesima vittoria di questa sua straordinaria stagione. Il battuto è stato Dino Andreotti, il Campione Italiano della categoria che corre per il Team Cicli Fratelli Oliva. Nelle Woman affermazione per Samantha Profumo (Christian Sport) davanti alla ligure Patrizia Cabella del Team Giant mentre nei Debuttanti a prevalere è stato Marco Vittone della Olmina di Legnano davanti a Michele Maestrini del Velo Valsesia.

I Giovani. Anche in questa gara il colpo di mano è riuscito a Matteo Ternullo della Besanese che ha anticipato tutti andando a vincere assoluto e negli Junior pressoché in solitudine precedendo Umberto Cogo del Team Jolly Wear secondo assoluto e primo dei Senior.

Infine meritata la vittoria di Paolo Calabria della Besanese, Società che qui a Bogogno ha centrato una tripletta di affermazioni, nella gara dei Veterani, davanti a Luca Ceruti della Logos Tre Magenta.

Ribadito della perfetta organizzazione non resta che riferire dell’apprezzata premiazione allestita sempre con particolare attenzione e generosità degli organizzatori dell’Agrate Conturbia guidati da Cesare Vecchio.

Sergio Robutti

 

EMILIANO BORGNA SALUTA L'ENNESIMA VITTORIA DI BRUNO SANETTI

EMILIANO BORGNA SALUTA L'ENNESIMA VITTORIA DI  BRUNO SANETTI - MASTERCROSSMTB

 

 BRUNO SANETTI VINCE APPALUDITO DA E. BORGNA

 

Lungo il classico “Circuito delle Vigne” da ripetere tre volte si è corso lunedì 11 agosto a Vaprio d’Agogna il Memorial Bogogna Mora Mamante, nobilitato dalla presenza appassionata dell’avv. Emiliano Borgna, Presidente dell’Acsi Settore Ciclismo. La manifestazione, organizzata dalla Novara che Pedala, sotto l’egida del Comitato Provinciale Acsi di Novara del Presidente Alberto Filippini, ha richiamato al via nelle quattro competizioni previste dal programma, due centurie di corridori.

Nei Gentleman, i primi a prendere il via, la gara si è decisa con la fuga di un drappello di cinque atleti, battuti in volata da Bruno Marini della Besanese davanti ad Ezio Soro del Team Giant.

Anche nei Super Gentleman fuga decisiva di un quintetto di atleti regolati allo sprint da Maurizio Bertoli della Equipe Corbettese con Dino Andreotti del Team Cicli Fratelli Oliva, terzo assoluto e primo dei Super B. La gara dei Giovani è stata invece dominata dall’alto di una condizione stratosferica, dal Campione del Mondo dei Vigili del Fuoco Bruno Sanetti del Velo Valsesia che ha percorso solitario pressoché tutto il terzo e ultimo giro, presentandosi al traguardo in perfetta solitudine. Per Stefano Morniroli della GM Ceramiche il quarto posto assoluto e primo della categoria dei Senior. Infine i Veterani: due drappelli che si sono inseguiti inutilmente per cui sono giunti al traguardo distaccati l’uno dall’altro con affermazione di Alberto Barzetti della Trabattoni davanti al vercellese della Quinto al Mare Alberto Cristiano.

Organizzazione sempre al top tenuto conto c dell’impegnativo percorso da controllare e da porre in sicurezza per gli atleti. Premiazione anche in questo come sempre all’altezza della bellezza della manifestazione.

 

Sergio Robutti

QUARNA SOTTO CHIUDE IL GIRO MDEL LAGO D'ORTA

QUARNA SOTTO CHIUDE IL GIRO MDEL LAGO D'ORTA - MASTERCROSSMTB

 

24/8 A QUARNA DI SOTTO (VB) 

 MASTER SPORT & SPORTS E CHIUSURA LAGO D'ORTA

 

CON LA GARA DI QUARNA SI CHIUDE IL BELLISSIMO GIRO DEL LAGO D'ORTA, IDEATO, GESTITO E FORTISSIMANEBTE VOLUTO DAL VULVANICO ORGANIZZATORE RENZO BOGIANCHINI, PATRON DELLA MTB OMEGNA LAGO D'ORTA.

LA GARA SI SNODA SU UN INTERESSANTE PERCORSO DA FARSI IN SALITA CON PARTENZA DAL CARATTERISTICO E STRUGGENTE PAESINO DI QUARNA E ARRIVO IN QUOTA AL PASSO DEL RANGHETTO DOVE VERRA' POSTO IL TRAGUARDO.

RITROVO : ORE 7.30 PRESSO LA LOCANDA POSTA

PARTENZE ORE 9.30 PER TUTTE LE CATEGORIE ACSI ED ENTI DELLA CONSULTA

PER INFO : 339 863 9801

 

 

 

 

L’INEDITA SOLIDARIETA’ DEL CICLISTA

 
 
 
 
 
 
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coppi-e-bartali-stretta-di-mano-171685Abbiamo scritto di grandi campioni e maglie nere. Abbiamo visto e raccontato un Tour de France “anno zero” del ciclismo italiano. Abbiamo visto i nostri eroi. Nibali, Contador, Froome, Rodriguez, Valverde e tutti gli altri dal primo all’ultimo. Abbiamo raccontato e stiamo raccontando di Pantani, di una morte presunta o assunta. Indagini riaperte nel fitto mistero di un mito che si perpetua. Abbiamo conosciuto gli sciacalli quelli che speculano e sperano nella sventura altrui per far notizia e mettere in coda il bene. Abbiamo parlato male, del male, del doping. Spesso ci siamo dimenticati di raccontare il ciclismo. Non quello del Giro d’Italia, del Tour de France, della Sanremo, della Parigi-Roubaix o del Mondiale. Abbiamo dimenticato il ciclismo popolare e silenzioso della strada. Ordinario e forse per questo spoglio di notizia. Quanti appassionati in giro in questi giorni di vacanza e meritato riposo? Il ciclismo sono loro, tutto quelli come loro. Il ciclismo siamo noi quando decidiamo di sfidare l’aria per “galleggiare” su due ruote gonfiate ad aria. 

Ho visto il ciclismo, quello vero, nell’eterno ritorno di una rotonda di periferia. Ho visto un corridore spaesato che non sapeva dove andare per tornare a casa. Straniero in terra straniera. Un forestiero in mezzo al bosco senza riferimenti. Un Hansel e Gretel in versione fiabesca, braccato da una moglie all’orizzonte dallo sguardo scuro per via di un abbondante ritardo. Quel ciclista aveva perso la retta via. Chiedeva aiuto ad un altro come lui, forse peggio di lui. Ho visto due ciclisti cominciare un fitto dialogo fatto di istanti e confronti. Strade, salite, tempi e chilometri da affrontare per arrivare casa. Ho visto il tempo fermarsi dentro a quella rotonda prossima a mezzogiorno. Ho visto quei ciclisti girare in tondo una, due, tre volte prima di decidere. “Vieni, ti accompagno io”- fa il ciclista di casa al collega forestiero. Fino all’imbocco della salita finale. Da perfetti sconosciuti, da incredibili amici, da amanti dello stesso genere. Senza nome, né cognome. Questa è l’inedità solidarietà del ciclista. Una scienza impossibile tale da essere unica.

Non troverai nessuno disposto ad abbandonare la via maestra per andare in posti non previsti. In fuga con uno sconosciuto. Tranne in rari casi, a due condizioni: Amore incondizionato, la volontà di trarre profitto. Il bello della bicicletta è che l’Amore non si paga, si condivide. In bicicletta non sai chi sei, né come ti chiami, ma tutto funziona uguale. Stessi miti, stesse salite, stessi affetti lasciati a casa, stessa fatica. In bicicletta sei uno sconosciuto che conosce, in un tempo sospeso tra passato e futuro, tutti quelli come te. Puoi scegliere se tirare dritto, ognorare la strada e tutto quello che succede attorno. Puoi scegliere se essere gregario o campione. A volte costa. Costa tirare i freni, rompere un programma.

Il bello del ciclismo è perfino il saluto degli sconosciuti all’imbocco della salita. “Vai ti ho portato fin qui ora tocca a te”, dove un cartello segna pendenze prossime al 14%. Una riverenza, ti giri e ti ri-guardi dentro e capisci che quel ciclista fermo su una rotonda a mezzogiorno non era lì per caso. Un angelo caduto dal cielo. Sorte o destino. Ho visto scomparire quel forestiero in bicicletta dietro ad una curva con un braccio alzato ad onore e tributo del ringraziamento. Ho capito che la borraccia di Coppi e Bartali non era poi così distante. Era lì presente. C’era sete, ma una sete diversa. Sete di strada giusta, ma sempre sete era.

 

BY GIOVANNI BETTINI